Assistenza anziani, minori e disabili. Servizo di assistenza socio-sanitaria domiciliare : : Cooperativa Servizio Sociale e Sanitario XIX

Servizio l'Integrazione
ed il Sostegno dei Minori in Famiglia (S.I.S.M.I.F.)


L’assistenza domiciliare ai minori (S.I.S.M.I.F.) si configura come risorsa possibile, per i Servizi Sociali territoriali, per realizzare progetti di intervento in favore di nuclei e minori in difficoltà socio-ambientale: il suo scopo principale è di consentire la permanenza del minore stesso nel suo ambiente di origine, mirando ad un cambiamento e ad un miglioramento delle condizioni di vita dell’intero nucleo familiare. In tal senso risponde pienamente ai dettami della legge 184/83 ed in particolare all’articolo 1 che sancisce il diritto basilare del bambino ad essere educato nella propria famiglia. Il servizio di assistenza domiciliare ai minori differisce da altri servizi domiciliari essenzialmente per la specificità degli interventi, che devono essere effettuati da figure esperte nel settore educativo e per la finalità degli obiettivi che, seppur canalizzati a situazioni di grave difficoltà personale e familiare, devono assumere un respiro più ampio, intervenendo anche in termini preventivi, su quei fattori che rischiano di compromettere le capacità di relazione del minore, inducendolo a comportamenti di emarginazione e devianza. Questa impostazione si concretizza nel superamento di due concetti tradizionali dell’assistenza domiciliare:
- dall’ assistenza al minore, inteso come soggetto singolo e fruitore degli interventi all’ assistenza al nucleo, avendo come programma la valorizzazione dell’intero ambito familiare. In questa luce è più opportuno qualificare l’assistenza domiciliare ai minori come somma di interventi in sostegno di nuclei e minori in difficoltà;
- dall’ assistenza per prestazioni a quella del progetto, dove viene valorizzato non il singolo intervento, ma apprezzato e computato il significato complessivo del programma a favore del nucleo, introducendo a tale scopo una maggiore flessibilità degli interventi stessi.

Modalità di erogazione del Servizio
Il Servizio Sociale territoriale individua i nuclei che necessitano del servizio. È di importanza fondamentale, per non rischiare un uso improprio dell’assistenza domiciliare, effettuare una corretta lettura, sia sul piano sociale che psicologico-relazionale dei bisogni e delle difficoltà della famiglia, come anche delle sue potenzialità. In questo compito il Servizio Sociale, che ha la responsabilità di individuare i nuclei che possono trarre giovamento da un programma di assistenza domiciliare si deve avvalere del contributo professionale di altre figure tecniche presenti, in particolare dello psicologo e dell’educatore. Il Servizio Sociale territoriale, dopo l’individuazione dei nuclei, convoca il coordinatore di area della Cooperativa e l’operatore incaricato del caso per la predisposizione del progetto. Se il Servizio Sociale lo ritiene, il vero e proprio avvio del progetto può essere preceduto da una breve fase di osservazione al termine della quale riformulare, se necessario, parte del progetto stesso. Quest’ ultimo, concordato con la Cooperativa, contiene:
- obiettivi da perseguire
- modalità di intervento (caratteristiche, monte ore mensile da utilizzare, onnicomprensivo delle ore di verifica tra servizio sociale e cooperativa)
- durata temporale.
Propedeutico all’avvio del programma di lavoro domiciliare é la stipula di un contratto sociale tra famiglia e operatori dei servizi che seguono il caso. Questi lavoreranno per sensibilizzare il nucleo e sostenerlo nella accettazione del servizio, prevedendo anche periodici contatti con la famiglia, per accompagnarla nel processo di autonomia e crescita. Dopo l’avvio dell’assistenza domiciliare minori, seguono periodiche verifiche tecnico professionali tra il Servizio Sociale e la Cooperativa, sia attraverso le riunioni sia con l’acquisizione di relazioni, almeno trimestrali, necessarie per verificare gli obiettivi iniziali e il possibile mutamento delle prospettive, delle modalità e frequenza degli interventi. È previsto un controllo di carattere amministrativo sulla quantità degli interventi effettuati attraverso fogli-firma.

Orario del servizio erogato
L’orario relativo al servizio viene stabilito caso per caso, in base alle esigenze del minore. Generalmente il servizio viene erogato nelle ore pomeridiane, dopo il rientro a casa del minore da scuola, ciò non toglie che in casi particolari il servizio possa avere luogo di mattina.

Elenco delle prestazioni
Le prestazioni erogate si differenziano in base alle necessità del minore. Di seguito vengono descritte le diverse tipologie di utenze per le quali si diversifica la prestazione.

1. Utenza: Nuclei con presenza di minori adolescenti e preadolescenti, con problemi di relazione intra familiare, evasori dell’obbligo scolastico ed in via d’inserimento o già appartenenti ai circuiti di devianza o di disagio per mancata socializzazione.
Prestazioni: L’obiettivo dell’assistenza domiciliare minori è il recupero a scopi socialmente validi, utilizzando le energie disperse, contribuendo alla riacquisizione cosciente di risorse individuali e di nucleo: la ridefinizione e la promozione dei rapporti familiari deve coniugarsi con la promozione della socializzazione esterna (scuola, aggregazione, rapporto con le istituzioni, fiducia dei rapporti terapeutici e specialistici), accompagnando nucleo e minori in un percorso di nuova autonomia, anche con interventi intesi alla formazione professionale e l’avvio al mondo del lavoro. L’ intervento assume caratteristiche di grande complessità operativa (domiciliare e non), in considerazione anche delle prescrizioni provenienti dalla Magistratura;

2. Utenza: Nuclei che esprimono una forte difficoltà, a fornire il necessario supporto organizzativo, educativo e di sostegno ai minori, ma che esprimono relazioni parentali affettivamente non compromesse. In questi casi è opportuno evitare il ricorso all’istituzionalizzazione, sostenendo le famiglie e valorizzandone le potenzialità;
Prestazioni: Gli interventi sono rivolti a sostenere il minore nel suo percorso socio educativo e relazionale per attivare-riattivare la frequentazione dei luoghi atti alla socializzazione, lo sport il tempo libero. Sul piano familiare l’obiettivo è di rendere coscienti i membri delle effettive necessità e delle potenzialità dell’intero nucleo.

3. Utenza: Nuclei con presenza di minori istituzionalizzati, le cui condizioni familiari presentano la possibilità di un rientro, se pilotate e indirizzate, attraverso un servizio temporaneo, ma costante di supporto e consulenza; Prestazioni: L’intervento di assistenza domiciliare per i minori che provengono da un percorso di istituzionalizzazione ha in primo luogo l’obiettivo di valorizzare il nucleo e il minore stesso, preparando il reinserimento familiare e sociale e favorendone la realizzazione.

4. Utenza: Nuclei deprivati sul piano socio-culturale e/o economico, con rischio possibile di crisi del sistema di relazioni famigliari e probabile ripercussione sulla fase di crescita e sviluppo dei minori presenti. Rientrano in questa tipologia i nuclei orfanili.
Prestazioni: L’assistenza domiciliare ai minori assume qui il valore di vera e propria “barriera preventiva” contro fattori che determinano la disgregazione del nucleo, il che produce i primi effetti proprio su soggetti più deboli, i minori. Sarà prioritario garantire sostegno al nucleo, anche attraverso l’attivazione di ogni possibile risorsa istituzionale;

5. Utenza: Minori per i quali sia aperto un contenzioso tra genitori separati, nell’ambito del progetto che i servizi sono chiamati a gestire, sul piano della mediazione dei conflitti ed in genere su specifico mandato del Tribunale Civile o di altri organi di Magistratura Minorile, che spesso attribuiscono compiti operativi(vigilanza su incontri e visite);
Prestazioni: L’intervento qui deve essere diretto a garantire ai minori la presenza di operatori che assicurino professionalmente il riavvicinamento tra soggetto minore e genitore non affidatario aiutando i Servizi Sociali a costruire un’immagine precisa della situazione familiare, tramite esame dell’evoluzione dei rapporti interfamiliari. I compiti da espletare sono anche quelli di prelievo e riaccompagno, vigilanza sugli incontri, osservazione dello scambio relazionale, ecc;

6. Utenza: Nuclei che presentano un temporaneo carattere di squilibrio organizzativo ed un pressante disagio, causato da degenze ospedaliere, da malattie, da detenzioni, che minano la compattezza dell’ambiente familiare e penalizzano i minori interessati.
Prestazioni: L’intervento mira ad evitare che un evento transitorio possa innescare processi di impoverimento e deprivazione del nucleo: l’assistenza domiciliare minori svolge un importante ruolo di sostegno, anche a livello di base (accompagnamento minori, aiuto nell’organizzazione domestica) e concorre all’attivazione di risorse sociali e parentali aggiuntive.

Diritti e Doveri degli utenti
Al momento della stipula del contratto sociale tra le famiglia e gli operatori, viene formulato un Piano Individuale d’Intervento nel quale vengono precisati i giorni, gli orari e le prestazioni da effettuare durante lo svolgimento dell’assistenza. Seguendo questa ottica, l’utente ha il diritto:
• Al rispetto dei giorni di assistenza;
• Al rispetto dell’orario;
• Al rispetto delle prestazioni;
• Alla riservatezza: il personale della Cooperativa impronta le proprie azioni al rispetto del segreto professionale e della riservatezza delle informazioni di cui è venuto a conoscenza, secondo le prescrizioni di cui al D.Lg 196/03.

Altresì, l’utente ha il dovere di:
• avvisare il servizio in caso di imprevisto (es. assenza da casa nel giorno e nell’ora previsti dell’intervento);
• collaborare rispetto al progetto individuale, attenendosi alle indicazioni che esso contiene;
• non pretendere interventi non sottoscritti nel progetto individuale;
• non prendere iniziative personali apportando modifiche al progetto.